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0 commentiPubblicato da Cuz alle 09:48
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The Dark Knight - Il Cavaliere Oscuro
Aspettavo con ansia due film. Hellboy 2 uscirà in Inghilterra appena il 20 agosto. The Dark Knight, invece, è uscito giovedì. E come i bambini che corrono al cinema per vedere High School Musical, io mi sono fiondato alla prima proiezione... 17:10!
La trama. Inutile parlare di trama, come in ogni film di Batman (e di supereroi in generale) tutto ruota intorno all'eterna lotta tra bene e male. Il nemico di turno questa volta è Joker. Fa la sua comparsa (e se ne capisce la genesi) Two Face, altro cattivone storico della serie.
Passiamo oltre. L'ambientazione è claustrofobica. Mai un attimo di luce, solo nero e notte. Le esplosioni e il fuoco danno ogni tanto un po' di colore alla pellicola. Cosa altro aspettarsi da un film che si intitola Il Cavaliere Oscuro?
Ma il grande motivo di interesse era, almeno per me, vedere se il compianto Heath Ledger avesse saputo ricreare la stessa pazzia che Jack Nicholson aveva donato al personaggio di Joker nel primo film di Batman (1989, Tim Burton alla regia). Bene, non solo Heath regge il confronto ma talvolta surclassa il mostro scaro del cinema americano. Lo fa senza esagerare, senza voler a tutti i costi inseguire il classico modello del pazzoide. Dai suoi occhi e delle sue parole traspare una follia senza eguali. Razionalità ed improvvisazione si sposano a meraviglia. Interpretazione da Oscar, sempre se si può premiare un attore scomparso. Buona anche la recitazione di Christian Bale nei panni di Batman. Qualcuno lo definisce un po' freddo e distaccato, ma a me è risultato pienamente credibile e convincente.
Tirando le somme, film che sfiora il capolavoro proseguendo sul sentiero tracciato dal prequel Batman Begins (2005). Un Batman e una Gotham City più "umane" e meno fumettistiche, con nemici che hanno un volto e sentimenti. La domanda però sorge spontanea: meglio questo film o la versione originale di Tim Burton? E la mia risposta è secca: questo film.
Pubblicato da Cuz alle 10:23
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0 commentiPubblicato da Cuz alle 19:13
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0 commentiDevo fare mea culpa su questo artista. Ne ho sempre riconosciuto le incredibili doti tecniche fin da quando si sbizzarriva con gli Emperor, ma ho sempre avuto da ridire sulle sue capacita' da compositore. Certo, alcuni spunti presenti in "Anthems..." e "IX Equilibrium" dei gia' citati Emperor facevano pensare che sotto la pelle da blackmetaller si celasse una certa cultura musicale ed ingegnosita', ma dubitavo che tale fosse la qualita' e la quantita' che un musicista estremo potesse produrre.
Iniziamo dal genere. Questo disco datato 2006 e' un vero e proprio omaggio all' heavy metal; impossibile non riconoscere i continui richiami ai Mercyful Fate, ai Dream Theater, agli Arcturus e, ovviamente, agli stessi Emperor. Ma non basta, se cosi' fosse ci ritroveremmo di fronte all'ennesimo plagio di band storiche. Ihsahn va ben oltre. Ci aggiunge gli arrangiamenti classici. Armonie che si rincorrono una con l'altra, scale dissonanti, canoni. C'e' di tutto, talvolta i riff mi riportano alla mente addiritura i Virgin Steele o i Queen di "A Night At The Opera".
Nulla da dire, come gia' scritto, sulla tecnica. Voglio evidenziare che tutti gli strumenti, ad eccezione della batteria, sono suonati da Ihsahn stesso. La pulizia dell'esecuzione lascia a bocca aperta. Mai una nota fuori posto, mai un'incertezza. Tutto scorre via fluido per nove canzoni e cinquanta minuti. Difficile trovare qualcosa che non sia studiato per stupire. I piccoli bridge per legare le diverse parti all'interno delle canzoni sono delle gemme di orchestrazione. Si ascoltino "Called by the fire", "Panem et circenses" o la conclusiva, infinita suite "The pain is still mine" per capire di cosa sto parlando. Unico, piccolo e quasi trascurabile difetto: la produzione e' un po' troppo leggerina per i miei gusti, soprattutto per quanto riguarda la batteria... ma non si puo' volere tutto dalla vita.
Anche se con estrmo ritardo, direi disco dell'anno del 2006. Ora che gli Arcturus non ci sono piu', affido a Ihsahn il compito di stupirmi con la bizzarria di chi vuole fare musica per se stesso e non per gli altri, senza affidarsi a stratagemmi commerciali che poco hanno a che fare con l'Arte con la A maiuscola.
Aspetto percio' la seconda fatica del norvegese, "Angl", in uscita a giorni.
Pubblicato da Cuz alle 17:03
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1 commentiPS: Per ascoltare lo streaming e' necessario Winamp (per Windows) o VLC (multipiattaforma).
Pubblicato da Cuz alle 11:51
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0 commentiUn'altra recensione in pochi giorni. Questa volta, piu' che una recensione, e' un consiglio all'ascolto, o al ri-ascolto, visto che penso molti di voi conoscano questo disco.
Caparezza: Habemus Capa
Pubblicato da Cuz alle 11:31
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1 commentiovvero, i Griffin interpretano "Guerre stellari"
Iniziamo dalla fine. Bello è bello, ma non è un capolavoro. Perchè?
Perchè le scene esilaranti sono biunivocamente corrisposte alla presenza di Peter Griffin, il padre di famiglia, nei panni di Ian Solo/Harrison Ford. E in questo film, la sua presenza è veramente limitata. Come nel vero "Guerre stellari", infatti, il personaggio principale è Luke Skywalker, interpretato qui dal giovane Chris. Ora, siccome a me sia Luke Skywalker che Chris stanno antipatici, si può capire che una storia incentrata su loro due non può essermi gradita al 100%.
Dicevo di Peter/Ian Solo. Cattivissimo. Malvagio più di Dart Fener, che in realtà ci si aspetta malvagissimo perchè interpretato dal piccolo Stewie. Ma Peter è Peter e può permettersi tutto. Non anticipo le scene clou, quelle che vi faranno urlare dalle risate, altrimenti il film perderebbe completamente di interesse.
In definitiva, un buon modo per passare un'oretta in relax. Se volete gustarvelo, in inglese, la rete torrent è vostra amica.
Pubblicato da Cuz alle 12:13
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0 commentiInizio dicendo che sussiste l'obbligo di andare in Inghilterra per chiunque conosca un minimo di inglese. Il motivo? Migliorare la lingua. Non scherzo, dopo 3 giorni sono in grado di capire (quasi) senza difficoltà tutti i programmi in inglese di MTV e molti testi di canzoni.
Continuo, affermando che il servizio di trasporti su rotaia è "leggermente" migliore di quello italiano. Ieri mattina arrivo in stazione a Canterbury East per prendere il treno del ritorno verso Londra... annunciano un ritardo... si scusano coi passeggeri... bene, il ritardo previsto era di 2 minuti! 5:51 invece che 5:49!
Vado ancora avanti e passo agli inglesi, che a priori reput(av)o persone stronze. Invece no, tutti disponibili ed educati, anche se ubriachi stonfi alle 9 di mattina. Bravi.
Concludo, invitandovi ad avere una quasi crisi mistica seguendo una messa canatata nell'abbazia di Canterbury. Da brivido.
Ringrazio ancora Al che mi ha ospitato e fatto da cicerone.
PS: Non dico niente sul dottorato, perchè non ho notizie.
Pubblicato da Cuz alle 09:20
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0 commentiLo confesso,ho un debole per Britney Spears.Vi invito ad ascoltare la nuova "Gimme More",che non è assolutamente male.Mood elettronico,ricorda molto le ultime canzoni di Nelly Furtado.E il ritornello funziona,è uno di quelli che ti resta in testa anche dopo un solo ascolto superficiale.
E adesso aspettiamo il full lenght...
PS:Britney doveva tornare sulle scene con "Umbrella",forse il tormentone dell'estate,ma alla fine ha preferito cederlo a Rihanna.Peccato,la sua voce strozzata e nasale ci sarebbe stata veramente bene.
Pubblicato da Cuz alle 09:38
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0 commentiBrian Yuzna - Society The Horror
Questa volta tocca ad un film. Recensione fresca fresca perchè l'ho finito di vedere 5 minuti fa.
Giudizio sintetico: dipende da come lo si guarda. E dipende da quanto forti sono i vostri stomaci.
La trama è semplice semplice e questa volta decido di raccontare tutto il film, tanto se uno è intelligiente capisce la morale (e quindi il finale) dopo poche scene.
Fine anni '80. Un ragazzo ribelle, capello lungo e bomberino da football, vede cose strane. La sua famiglia è strana, i suoi compagni di scuola strani, il suo psicanalista strano. E tutti quelli a cui comunica questo senso di "starneità" (non so se esiste come parola ma mi piace) vengono eliminati. Così come tutti quelli che cercano di fornire a lui degli elementi per capire questa straneità. Tutti complottano contro di lui. Viene rinchiuso in ospedale, considerato pazzo. Scappa. Torna a casa. E' atteso dalla società. Dalla società che lo vuole risucchiare. Dalla società che, viscida, deforme, altolocata, si ciba dei suoi nemici. Di coloro che cercano di rivoltarla. Dei ribelli. Il ragazzo riesce a fuggire. Rivolta letteralmente un membro della società. Ma alla società non interessa. E' già pronta per banchettare da un'altra parte. Fine del film.
Tutto questo in salsa horror fine anni '80, con grande umorismo, grande intelligenza e pochi effetti speciali. Una feroce crititca e, contemporaneamente, una presa di coscienza della società di oggi. Lobby, lobby e soltanto lobby, pronte a divorarti non appena fai un passo fuori da ciò che ti concedono. Una società dominata dalla borghesia che si accoppia in riti orgiastici.
Un bel film.
Pubblicato da Cuz alle 17:02
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1 commentiSe qualcuno dovesse chiedermi quale disco ti porteresti nella tomba,probabilmente risponderei proprio "The Sham Mirrors".Se qualcuno mi chiedesse qual è stata la mia grande occasione perduta,probabilmente risponderei "andare a vedere un concerto degli Arcturus",visto il loro scioglimento.

Per chi non lo sapesse,gli Arcturus sono un progetto (una volta si diceva superband) formato dai più grandi musicisti di metal estremo della scena norvegese:parliamo di Hellhammer dei Mayhem,Garm e Sverd degli Ulver.Visto il Backgriund ci si può aspettare musica furiosa allo stato puro ed invece già dalle prime mosse si respire un'aria progressiva come non mai:faccio riferimento ad una pietra miliare del metal moderno come "La Masquerade Infernale".
Poi,nel 2002,pubblicano il capolavoro "The Sham Mirrors".Il metal è solo un ricordo che si materializza nella traccia "Radical Cut".Tutto è rock.Un rock stellare,tecnico all'ennesima potenza.Ma la tecnica non è fine a se stessa,anzi,è proprio l'elemento che permette il connubio perfetto tra le chitarre e i loop jungle,tra la voce teatrale e la batteria iper jazzata.Ed una volta tanto sono favolosi anche i testi,che iniziano un concept su una vita aliena che si concluderà poi con l'ultimo album della band.
Le canzoni sono tutte belle,tutte sognanti e nevrotiche allo stesso tempo.E i ritornelli,che sono tali solamente dal punto di vista dell'accompagnamento musicale ma non della voce,prendono.Ti fanno urlare.Ti fanno piangere.E poi,quando sembra sia tutto finito,arriva l'ultima canzone...quella che ti mette al tappeto.Un delirio rock acidissimo accompagnato da trombe ed archi che sembrano annunciare la fine del mondo.Il pianoforte che scandisce il passo su una partitura che ricorda Chopin che improvvisa su Bach.E poi solo il silenzio.
Pubblicato da Cuz alle 15:54
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3 commentiRichard Matheson - Io sono leggenda
Romanzo d'altri tempi.Romanzo vecchio.Romanzo che fa riflettere.Romanzo capolavoro.Romanzo senza trama.Romanzo di idee.Romanzo di descrizioni.Romanzo di fantascienza.Romanzo di incubi.Romanzo ingenuo.Romanzo profondo.Romanzo sull'uomo.Romanzo sulle manie.Romanzo sulla scienza.Romanzo sul diverso.Romanzo sulla solitudine.Romanzo sulle illusioni.Romanzo interiore.Romanzo mitologico.
PS:Il libro è praticamente introvabile in tutte le librerie di Trieste,se volete leggerlo bisogna ordinarlo.
Pubblicato da Cuz alle 18:08
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0 commentiPink - Live in Ljubljana 5/7/2007
"Ice Cream,Ice Cream,we all want Ice Cream".E inizia il finimondo.Signori,un gran concerto rock come non ne sentivo da tempo.
Le canzoni sono tutte belle,orecchiabili e canticchiabili.Da segnalare,su tutte, "Cuz I Can",la trascinante "U + Ur Hand" e l'immancabile "What's Up",cover degli ormai defunti 4 Non Blondes,con il pubblico che urla a squarciagola quel ritornello tanto semplice quanto indimenticabile.In generale le songs dal vivo perdono un po' di quella base elettronica che le contraddistingue su disco,ma guadagnano un feeling rock'n roll anni '70 grazie ad un suono di chitarra veramente ruvido e dominante,anche se mai fuori luogo.
Niente da dire.Consiglio chiunque apprezzi anche minimamente il genere di andare a gustare un bel piatto di musica scritta bene,eseguita meglio e sempre con il sorriso sulle labbra!
Promossa a pieni voti.
PS:voglio citare la tastierista/vocalist non tanto per le sue doti musicali quanto per la sua persona:bella da impazzire (almeno per me) e con una grinta degna dei grandi istrioni del genere...uno spettacolo nello spettacolo.
Pubblicato da Cuz alle 14:16
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0 commentiFresca fresca,arriva la recensione di quella è che considerata la prova del nove per Fincher,dopo gli ottimi Seven e Fight Club.
Parto dalla fine.Sufficienza piena,forse anche qualcosa di più.Non certo una pietra miliare del cinema contemporaneo.
Basato su una storia vera,il film si incentra sui tentativi di risolvere il caso del serial killer Zodiac,incentrandosi sulla psicologia dei personaggi.Ora,Zodiac non compare se non in alcuni spezzoni,utili solo per giustificare qualche passaggio della trama altrimenti un po' pericolante e soprattutto,per dare un senso al titolo. Fine della storia.
Bravo Fincher,che ha cercato di dare un taglio documentaristico alla ricostruzione delle vicende.
Ahi ahi Fincher,che per questo motivo è stato quasi costretto a dar vita ad un qualcosa di non definibile che dura quasi 3 ore,senza grandi colpi di scena - fatta eccezione per una sequenza nel finale veramente degna di Seven - e dalla trama,come detto,quasi inesistente.
Per cercare di rendere l'idea,lo schema narrativo riprende "JFK-Un caso ancora aperto" senza però riuscire ad essere nè credibile nè sufficientemente verosimile,carenza che per una storia vera è piuttosto grave.
Ripeto il mio giudizio,film godibilissimo,con un'ottima regia e una buona sceneggiatura.Ma si ferma lì.A questo punto,meglio passare una serata con gli amici,distesi sul divano a guardare qualche puntata di "Blu Notte".
Pubblicato da Cuz alle 09:50
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1 commentiSo che non bisognerebbe mai fare una recensione di un libro quando mancano ancora diverse pagine alle fine,ma,essendo un saggio mascherato da racconto,penso di essere già in grado di trarre le prime conclusioni.
Non voglio entrare nel dettaglio per non svelare ciò che potrebbe rivelarsi estremamente interessante per un futuro lettore.Preferisco limitarmi a segnalare uno o due dei diversi piani di lettura che accompagnano questo libricino.
Un primo suggerimento ci viene dal sottotitolo:"Racconto fantastico a più dimensioni".Sarà sì un racconto fantastico,ma che porta con sè delle profonde riflessioni sulle dimensioni.Dimensioni di cosa?O meglio,che dimensioni?Ed è qui che entrano in gioco i diversi piani di lettura.
Il racconto è stato scritto nel 1881 e si presenta come una profonda critica alla società vittoriana.In una prima parte viene descritto il mondo di Flatlandia,un mondo piatto (flat,in inglese,vuol dire appunto piatto) popolato da figure geometriche ovviamente piane costrette a muoversi su un piano.A seconda del numero di lati,queste figure occupano diverse posizioni nella società.Ad esempio,la donna non è altro che una semplice linea retta,i militari sono dei triangoli isosceli dalla base infinitesimale (e quindi con un vertice aguzzo) e così via fino ad arrivare ai poligonali e ai cerchi,cioè i politici e i sacerdoti,che occupano le più alte posizioni.Nel mondo di Flatlandia quindi,un maggior numero di lati (o la presenza di un angolo più ampio) viene associato ad una maggiore intelligenza e quindi una migliore qualità della vita.Il problema è che,salvo clamorose eccezioni,un triangolo resterà per sempre triangolo;potrà al massimo sperare di aumentare l'ampiezza del suo angolo fino a diventare un equilatero.La remota possibilità d'elevazione sociale viene utilizzata dai poligonali per mantenere pacifico il popolo e,se proprio dovesse scoppiare una rivolta,il passaggio di classe viene utilizzata per allettare i capi delle rivolte e quindi per far fallire tutte le rivolte in Flatlandia.
Ma un giorno a Flatlandia succede qualcosa di particolare.Arriva una sfera.Nella seconda parte del racconto si spiega come gli abitanti del mondo piatto cerchino di mettersi in relazione con un oggetto che piatto non è.E qui non continuo,perchè vi rovinerei la lettura.In questo caso,Abbott vuole proporre un modello all'approccio di un mondo a n+1 dimensioni rispetto a quelle che gli abitanti possono percepire.Esemplificando,come possiamo noi umani carpire l'essenza di almeno la quarta dimensione (in realtà sembra la nostra "Spaziolandia" di dimensioni ne abbia 11) quando siamo confinati in un mondo che ci appare in sole tre dimensioni?
Una piccola considerazione per capire quanto può essere attuale un pensiero/situazione del genere:perchè questo racconto mi ricorda "Paper Mario",dove il celebre Mario di Super Mario Bros. non è altro che un essere piatto che vive in un mondo a tre dimensioni?
Chiudo consigliando la lettura di questo libricino di poco più di 150 pagine che porta via non più di tre ore di lettura.Se avete voglia di spendere 7 euro lo potete trovare in libreria nel catalogo "Gli Adelphi".Se siete pigri,o magari vi piace leggere in inglese sullo schermo del PC o ancora se volete sfibrare la vostra stampante,vi segnalo il link al racconto con illustrazioni.
Buona lettura.
Pubblicato da Cuz alle 09:13
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1 commentiPiergiorgio Odifreddi - Chi ha ucciso Fermat?
"Chi ha ucciso Fermat?" è un ciclo di venti puntate radiofoniche del contenitore "Alle 8 della sera" in onda su Radio2 in cui il matematico Piergiorgio Odifreddi - salito in questi giorni alla ribalta per delle affermazioni su Ratzinger - si prefigge il compito di parlare di matematica a chi di matematica non ne sa nulla.Uno scopo nobile sicuramente,ma una sfida che potrebbe sembrare persa in partenza se l'argomento fosse trattato in maniera scolastica.Ma da grande divulgatore qual è,Odifreddi compie il suo miracolo.Il punto di partenza è la dichiarazione di quello che per secoli è stato uno dei misteri irrisolti della matematica:il Grande (o Ultimo) Teorema di Fermat,la cui enunciazione è tanto semplice quanto è difficile la sua dimostrazione.
Partiamo dal Teorema di Pitagora,che dice che
in un triangolo rettangolo,la somma dei quadrati costruiti sui cateti è uguale al quadrato costruito sull'ipotenusa.
Questo teorema può essere tradotto in una semplice equazione matematica che penso tutti si ricordano dalle medie
a al quadrato più b al quadrato uguale c al quadrato
che è risolta per le cosiddette terne pitagoriche (3,4,5 ad esempio).
Ma cosa succede se alla locuzione "al quadrato" sostituiamo "al cubo" o "alla quarta potanza",fino ad arrivare "all'ennesima potenza"?Fermat,nel 1637,afferma che non esistono soluzioni intere positive per esponenti maggiori di 2.Lo scrive a margine di un libro,ma non lo dimostra adducendo come giustificazione che lo spazio non era sufficiente.La soluzione però è arrivata solo nel 1995 ad opera del matematico americano Andrew Wiles.
Bene,con il pretesto della risoluzione del Teorema di Fermat Odifreddi inizia una viaggio nella storia del numero e della matematica che è proprio...una storia,come quelle che si raccontano ai bambini.E lo dico,perchè come i bambini finito il racconto sognano di essere il principe o la principessa,qui l'ascoltatore (io,in questo caso) sogna di poter essere,prima o poi nella vita, un matematico.Perchè è impossibile non rimanere rapiti dall'evoluzione del pensiero umano in continua contraddizione con se stesso,dagli stratagemmi,dai paradossi e dagli escamotage che permettono di aggirare i problemi che si presentano di volta in volta.Ma quello che poi è stupendo è il finale di questa storia...a sorpresa,come accade per i thriller che si rispettino.Non vi anticipo niente perchè spero sinceramente che spendiate 5-6 ore della vostra giornata ad ascoltare questo piccolo capolavoro di Odifreddi.Ne discutiamo qui,insieme.Ma scommetto che la matematica non sarà più la stessa...
Vi lascio il link da cui potete scaricare le puntate in formato MP3
http://www.radio.rai.it/radio2/alleotto/fermat/
Pubblicato da Cuz alle 09:45
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2 commentiScegliendo di recensire un CD del mio gruppo,sarà difficile essere completamente obiettivo.Ma ci proverò.
Come si può intuire dal titolo,quello che voglio presentare non è un album che si trova nei negozi,ma semplice materiale promozionale registrato con l'unico scopo di far girare il nome della band.Il disco però,non si sa per quali motivi,non è mai uscito dal circuito triestino,Il CD è stato registrato artigianalmente dai superstiti della band dopo la dipartita di Matteo,il cui contributo è stato comunque essenziale.La formazione prevede Cuz alla chitarra,growling e drum-programming,Guido al basso e Alvise ai synth.
Il packaging è grezzo,molto old-style.Copertina e retrocopertina sono state fotocopiate in bianco e nero,per ottimizzare al massimo il risparmio.Sul fronte,spiccano il logo della band,opera di Guido,e le fotografie di chi ha suonato in questo CD;nel retro sono i titoli a dominare su un collage di immagini tratte da libri e riviste di anatomia patologica.E già di qui si può immaginare il genere di musica che si potrà ascoltare nel CD.
Si inizia subito forte con "Xenomorph",in cui un tipico riffing brutal death si alterna volentieri con inserti headbanging ed elettronici.Il tutto mixato con degli spezzoni tratti da "Aliens".
Segue la song forse meno riuscita,"The Easy Solution",che altro non è che un riarrangiamento di "Black Chaos Dominion" presente nel primo miniCD.I primi 2 minuti sono tosti,mossi da un intreccio di riff modern thrash veramente ben fatto e progettato,poi si può anche premere il tasto per saltare alla traccia successiva.
"Temple Of Brutal Death",cavallo di battaglia dal vivo,è una song claustrofobica,un omaggio al death metal nelle sue più svariate sfacettature arricchito da alcuni passaggi di synth al limite dell'industrial.Anche qui sono molto importanti gli inserti di "Aliens" che contribuiscono in maniera decisiva al crearsi di un'atmosfera extraterrestre.
Ma la traccia più riuscita è "Suffer Bastards",forse la canzone più rappresentativa del mondo Antrum.Un riff di basso introduce la discesa agli inferi,fatta di note dissonanti che si fondono per dare vita ad un tappeto sonoro su cui si muovono voci distorte che raccontano episodi di un'umanità in declino.Poi,quando tutto sembra essere arrivato al termine,entrano di nuovo riff pesanti come un macigno sostenuti da note sintetiche che creano disturbo.Peccato che per la complessità armonica e la necessità di utilizzare due chitarre questa splendida song risulti impossibile da suonare on stage.
Si chiude con "Ps.Y.Ko",anche questa una rilettura di una canzone pubblicata in precedenza,contraddistinta da una struttura abbastanza classica ma efficace.Va ricordato il finale,in cui un violento riff death metal sfocia in una bolgia dove il coro sintetico si staglia massiccio a ricordare che la fine è vicina.
Cosa dire di più?Un dischetto che divide,o piace veramente o delude su tutti i fronti.Con il senno di poi,penso che una registrazione e un mixaggio più curati avrebbero forse fatto rendere questo CD un piccolo gioiello dell'underground,ma l'inesperienza all'epoca era tale da impedire il raggiungimento di risultai migliori.Quello che mi fa piacere è notare come nel 2001 gli Antrum avessero già visto quali sarebbero stati gli orizzonti del lustro successivo...erano decisamente avanti!
Pubblicato da Cuz alle 15:30
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0 commentiLa prima recensione sarà "Il castello errante di Howl",splendido film di animazione firmato Hayao Miyazaki che ho potuto gustarmi per la prima volta ieri sera.Vista la difficoltà interpretativa e i diversi piani di lettura possibili,per la pubblicazione preferisco aspettare il prossimo weekend e magari leggere il libro di Diana Wynne Jones a cui il film si ispira.
L'appuntamento è per lunedì...rubrica a sorpresa!
Pubblicato da Cuz alle 09:08
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